Arte Contemporanea e-Galleria

Annamaria Carrain

Giuseppe Guerreschi

Molti sono gli scritti su Giuseppe Guerreschi, la bibliografia di questo pittore milanese è amplissima. Io desidero ricordarlo negli intensi momenti che condividevamo anche con mio marito, quando ci veniva a trovare e ci illustrava le sue stupefacenti acqueforti, partendo dai primi anni sessanta , fino alla sua morte avvenuta prematuramente a soli cinquantasei anni a Nizza.

Sfogliare i pacchi di grafica , percependo sotto i nostri polpastrelli la forza del bulino, l’incisione sofferta nel descrivere la drammaticità dei contenuti, diventava un rito al quale si univano le più profonde considerazioni sulla guerra, sul suo” periodo giudaico”,sulla figura femminile devastata ed offesa . Tutto è drammatico nel suo realismo assoluto, dove non c’è mai posto per il gratuito, per l’indifferenza.La sua mano nel disegno è incisiva, il segno deciso e d’una qualità straordinaria.

L’uso delle matite colorate incredibilmente equilibrato e determinante. Alcuni dipinti grandi, violenti, descrittivi ed emozionanti che raccontano la guerra in Grecia ,mi hanno accompagnato per tanti anni creandomi sempre un’emozione intensa e mai dolore, anche se i rossi sanguigni e le macerie erano “veri” come nella realtà.La sofferenza di Guerreschi riempiva tutto il suo essere, dalla sua grande statura alle sue mani gigantesche ,che ricordo sempre quando prendevano le mie nel congedarsi.

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Leonardo Cremonini

Pittore bolognese trasferitosi negli anni cinquanta a Parigi dove muore nel 2010. Era un uomo estremamente interessante e le sue conversazioni davanti ad un bicchiere di buon vino ed un piatto di buon cibo, erano particolarmente vivaci.

Amico e frequentatore dei più importanti artisti milanesi della nuova figurazione. Pittore a tutti gli effetti. Negli anni cinquanta sono molti i suoi dipinti in cui sono raffigurati in modo molto cruento animali al macello, sangue e carni macilente. Con una straordinaria tecnica pittorica ,riesce a creare spazi di intensità ambientale ed emotiva che vanno dagli interni domestici più ambigui alle spiagge assolate della Romagna o dell’isola di Panarea.

La presenza di bimbi che corrono, che giocano a moscacieca, che inquieti appaiono o si nascondono, è molto frequente nei suoi quadri, come lo sfuggire di immagini femminili.

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Arturo Bonfanti

Artista bergamasco di rara qualità umana oltre alla grande purezza del suo lavoro. Curioso e desideroso sempre di spaziare tra il design, il teatro, la pittura, la scultura. La sua riservatezza e la sua modestia nel porgersi è una delle cose più belle che potrò mai ricordare della mia lunga esperienza a contatto con gli artisti.

La sua pittura che mi accompagna quotidianamente, riesce sempre a farmi sentire la sua presenza anche fisica. Mi pare di sentirlo “raccontare “ i suoi dipinti raffinati, in equilibrio e tensione estrema. I suoi disegni perfetti, in cui le linee di matita vibrano e creano le sue forme a volte aspre a volte sinuose. I colori trasparenti sul pavatex. Gli oli sulla tela sempre compatti ed in armonia con gli spazi.

Kurt Lewy

I primi decenni del ‘900 sono per l’artista belga Kurt Lewy una ricerca e un approfondimento del costruttivismo che appare evidente in tutta la sua pittura. Nei bellissimi disegni eseguiti su carte speciali, le sue matite colorate, i suoi pastelli, gli acquarelli prendono risalto vibrante e le forme geometriche –senza perdere rigore- si ammorbidiscono in linee sinuose quasi a voler uscire dallo spazio limitato del foglio.

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Edoardo Landi

Negli anni sessanta esiste in Europa un nuovo desiderio di cambiamento ed il bisogno d’esprimere attraverso nuove forme, sensazioni ed emozioni artistiche. Padova è in fermento e si forma il GRUPPO ENNE. I suoi componenti, cinque giovani ventenni, si confrontano, discutono, realizzano opere interessanti utilizzando materiali diversi, luci e movimenti cinetici che sono guardate con occhio dubbioso dai fruitori d’arte.

EDOARDO LANDI ne è un esponente. Ricordo il suoi aspetto estetico: alto, magro, ricercato nel vestire, allegro e disponibile. Legato al suo gruppo in continuo colloquio, avendo sempre in comune la ricerca della luce e delle riflessioni cinetiche, assume tuttavia un suo assoluto stilema, che porterà avanti individualmente, in solitudine.

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Vladimir Makarenko

è un pittore ucraino stabilitosi da molti anni , come dissidente, a Parigi dove lavora e dove lo conobbi, con molto entusiasmo e simpatia negli anni ottanta appena arrivato nella grande città francese. Molti riconoscimenti a livello mondiale esaltano il suo lavoro minuzioso, poetico, onirico.

La preziosità della sua pittura, la fantasia e l’equilibrio nella composizione dei suoi acquarelli invitano chi li guarda all’attenzione in ogni più celato particolare tanto sono ricchi di sorprese. La donna è uno dei suoi soggetti preferiti. E’ sempre avvolta da mistero, inserita in un mondo fantastico e descrittivo che non lascia mai quello dal quale l’artista proviene.

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